Day 7: Janja Ganbret e Sascha Lehmann in testa alle Semifinali Youth A Lead

1472 views

Semifinali Lead Male Youth A
La semifinale Youth A degli Under 18 si corre sulla parete di destra. La stessa dove corrono anche le ragazze di pari categoria. Due vie parallele ovviamente differenti, anche per difficoltà. Anche se sono uguali in una cosa, il top sia dell’una sia dell’altra non è per niente “regalato”. Il grande scoglio è al “solito” quel grande tetto (ad onda rovescia) che dà accesso all’ultimo breve muro verso la fine della corsa: il top. A mettersi in evidenza già nella prima metà della corsa sono il coreano Minyoung Lee e il ceco Jakub Konecny che pareggiano perfettamente la loro corsa cadendo molto in alto in zona “ingresso” tetto. Alle loro spalle sotto di 2 prese si ferma il francese Arsène Duval che supera il britannico William Bose di una presa. Tutti gli altri si fermano più sotto compreso l’italiano Janluca Kostner. Chi invece arriva, giusto sulla stessa presa di Lee e Konecny è il lecchese Stefano Carnati che, con una grande gara, va al comando della classifica provvisoria (grazie alla migliore classifica delle qualificazioni) giusto quando mancano ancora i 10 migliori. Infatti, ci pensa subito Vadlislav Shevchenko a superarlo. Il russo, con una bella lotta sotto l’onda, riesce a prende la presa d’uscita dal tetto, ma poi cade. E’ primo con tre prese in più su Carnati, Lee e Konecny che però subito dopo “resistono” all’assalto dell’israeliano Yuval Shemla che vola a 3 prese da loro. E’ Sascha Lehmann che, invece, porta ad un altro livello la gara superando Shevchenko ma soprattutto trovando la forza di sbucare fuori all’inizio del rush finale verso il top. Si può fare dunque. Intanto, il britannico James Pope si perde molto in basso. Come lo statunitense Rudolph Ruana del resto. Chi invece lotta all’ultimo respiro e va su a prendere Shevchenko è il giapponese Taito Nakagami. Poi a sua volta superato (di 1 presa) dal connazionale Yoshiyuki Ogata che è così 2° dopo Lehmann. A questo punto mancano ancora solo tre atleti all’appello. Il belga Nicolas Collin, il francese Hugo Parmentier e, dulcis in fundo, lo statunitense Kai Lightner. E’ su di lui, e sulla sua indiscussa forza e classe, su cui tutti puntano per gioire per il top. Intanto i primi 5 della classifica provvisoria, Lehmann, Ogata, Nakagami, Shevchenko e Stefano Carnati, esultano: sono già matematicamente in finale. Lee, Konecny e Shemla devono ancora sperare di non essere superati. E Nicolas Collin li grazia tutti cadendo a una presa da Shemla. Subito però ci pensa il francese Hugo Parmetier a spararsi e a insidiare il punto più alto fino ad allora raggiunto (da Lehmann). Davvero un gran lottatore il francese ma alla fine, quando gli manca solo una presa per raggiungere il tetto della classifica, cade e si piglia però il 2° posto provvisorio. Shemla, dunque, è fuori dalla finale. A questo punto scende in pista, l’ultimo atleta, appunto lo statunitense Kai Lightner, quello che in qualificazione ha impressionato tutti. L’ultima speranza di vedere risolta la via e il top. La speranza dura fino a quando Lightner arriva in zona Nakagami e Shevchenko, lì si disunisce e riesce solo a lanciare alla presa successiva superando di un’incollatura gli altri due. E’ così che in finale, con il primo posto (e questa è una piccola sorpresa), passa lo svizzero Sascha Lehmann. Lo seguono, nell’ordine, all’ultimo turno: Hugo Parmentier (Fra), Yoshiyuki Ogata (Jnp), Kai Lightner (Usa), Taito Nakagami (Jpn), Vladislav Shevchenko (Rus), Stefano Carnati (Ita) e Minyoung Lee (Kor).

Semifinali Lead Female Youth A
All’inizio, le ragazze Under 18, sembrano proprio non trovare il bandolo della faccenda. A metà gara ancora nessuna è riuscita ad affrontare il gran tetto che preclude alla parte conclusiva della via. A comandare la classifica provvisoria sono le giapponesi Misato Nishikori e Yukari Nakamura, cadute sulla stessa presa, seguite molto più in basso dalla statunitense Melina Costanza. Il resto si perde sulla prima parte della via. E, purtroppo, anche l’azzurra Eva Scroccaro è tra queste. A dare un piccolo scossone alla gara ci pensa la svizzera Michelle Hulliger che si porta in testa superando, di un soffio, le due giapponesi. Ma ancora restiamo lontani dalla… soluzione. Del suo ci mette la statunitense Grace McKeehan che riesce a superare di due prese il punto più alto raggiunto dalla Hulliger e, insieme, a cercare di uscire da quel “malledetto” tetto a onda rovescia. Subito dopo ancor meglio fa la sua compagna di squadra Claire Buhrfeind che si spinge più in su di tre prese ma poi (sfinita) deve arrendersi. A questo punto entra in campo la torinese Ilaria Scolaris che arrampicando davvero bene e concentratissima supera tutte e si mette in caccia anche della Buhrfeind. Alla fine non ci riesce perché finisce le energie ma di sicuro fa una prestazione di rilievo. Come molto bella e caparbia è la salita di Asja Gollo che si ferma esattamente lì dove è caduta la sua compagna di nazionale. Mancano ancora tre atlete… e il 2° e 3° provvisorio delle due italiane vuol dire finale sicura! Adesso tocca alla giapponese Aika Tajima che non si fa pregare e senza pensarci troppo, lenta ma inesorabile, viaggia in corsia di sorpasso, supera tutte per poi fermarsi lì dove ancora nessuna era stata: 5 prese più in alto della Buhrfeind. Davvero una gran corsa quella della giapponese, tanto che la statunitense Margo Hayes non riesce a prenderla e si deve accontentare solo di superare di una presa la sua compagna di nazionale Buhrfeind. Ora è tempo di chiudere. In tutti i sensi. Entra Janja Garnbret. La campionessa slovena si riscalda sulla prima parte. Affronta il tetto con tranquillità, prendendosi il tempo di moschettone ma anche di “recuperare” un po’. Poi parte e – bloccaggio dopo bloccaggio – va su fino al top. Tranquilla, sontuosa e da applaudire in tutto! Ancora una volta è lei a comandare la classifica, così come aveva fatto per conquistare il titolo iridato del Boulder. Ed è lei, naturalmente, la grande favorita anche per il titolo Lead. In finale, però, la Garnbret dovrà vedersela con tutte le altre. A cominciare da Aika Tajima (Jpn) che si è qualificata per seconda, seguita nell’ordine dalle due statunitensi Margo Hayes e Claire Buhrfeind, dalle italiane Asja Gollo e Ilaria Scolaris, dalla terza statunitense Grace McKeehan e infine dalla svizzera Michelle Hulliger.

Per rivivere le emozioni della gara guardate i nostri video, già online!

di Vinicio Stefanello / Planetmountain.com

IFSC WORLD CHAMPIONSHIPS 2015

– Gallery 2015
– Video 2015
– Classifiche 2015