Day 3: Filip Schenk e Ashima Shiraishi primi nella Semifinale Boulder categoria Youth B

5292 views

MALE YOUTH B BOULDER
La semifinale Youth B maschile (under 16) parte a razzo, proprio nella migliore tradizione del boulder che è sempre “imprevedibile”. Vanno in finale solo i 6 migliori risultati. Pochi: non si può sbagliare quasi nulla. Si comincia con il cinese Dichong Huang, il 20° classificato delle qualificazioni, l’ultimo a passare in semifinale. Gli va male il primo blocco poi però nel secondo centra il top. Intanto, David Piccolruaz, nelle qualifiche di ieri 19°, passeggia sul primo boulder, chiude il secondo e poi anche il terzo. L’italiano oggi è davvero motivato, grintoso come non mai. Magnifico! L’attende l’ultimo problema, la placca rossa che ha fatto ammattire inutilmente Huang, che chiude la sua corsa con 2 top. Sarà qui che ci si giocherà la gara? Piccolruaz al primo tentativo si supera, quasi fa il miracolo ma non tiene il top. Tenta e ritenta ma non c’è nulla da fare… L’azzurro chiude con un bel 3 top in 6 tentativi. Meglio di lui, subito dopo, fa il colombiano Juan Diego Romero Salguedo che centra anche lui 3 top ma in 5 tentativi. Alle loro spalle sempre con 3 top c’è il belga Lukas Franckaert (6 tentativi ma con 2 tentativi in più sulle zone) e il russo Nikolai Michurov (con 11 tentativi ma il primo a chiudere la placca del 4° boulder). A questo punto in molti pensano che la partita si chiuderà al meglio dei 4 top con una gran quantità di atleti che chiuderanno almeno 3 blocchi. Non è stato proprio così. A parte il giapponese Keita Dohi – che sale al 4° posto in classifica provvisoria con 3 top (compresa la placca) in 9 tentativi – la gara resta “bloccata”. Fino a quando arriva Matteo Manzoni, il secondo italiano in gara. Determinato e deciso, l’azzurro va al sodo e all’ultimo blocco centra il 6° posto provvisorio… l’ultimo per la finale. A questo punto si entra con 4 top o con 3 boulder risolti in meno di 11 tentativi. Tutti ora attendono Filip Schenk, l’azzurro che ha “vinto” le qualificazioni. E Filip non si fa pregare: primo top al 2° tentativo, il secondo al 1°, il terzo sempre al 2° e poi sul quarto ha il “problema placca” che non risolve. Ma non importa è lui che, per il “niente” di un tentativo di zona in meno vince, anche questo secondo turno, passa in finale e mantiene la testa della corsa. Alle sue spalle c’è il bravissimo colombiano Juan Diego Romero Salguedo, la vera sorpresa della gara. Poi passa in finale, con una “scalata” dal 19° al 3° posto provvisorio da incorniciare, anche l’altra punta della nazionale italiana David Piccolruaz. Completano nell’ordine il sestetto dei finalisti: il belga Lukas Franckaert, il giapponese Keita Dohi e il russo Nikolai Michurov. Peccato per (un bravissimo) Matteo Manzoni, il terzo italiano in gara, che con 3 top in 11 tentativi è il primo degli esclusi dalla finale per un “niente” di 2 tentativi in più sulla zona. Una cosa è sicura: domani la finale sarà incandescente ed infiammerà sicuramente il pubblico (grande, caldo e numeroso) di questi mondiali.

FEMALE YOUTH B BOULDER
Tra le ragazze Under 16 la battaglia è sempre intensa. Il “campo di gara” è la Lead Wall, lo spazio boulder ricavato alla base della mitica parete del Rock Master. Anche le ragazze non si fanno attendere. Da subito balza al comando la slovena Vita Lukan (solo 11esima nelle qualificazioni) che risolve 3 boulder in 5 tentativi, davvero una gran gara la sua. Alle sue spalle la connazionale Urska Repusic, sempre con 3 top, ma con ben 5 tentativi in più della Lukan, prende il secondo posto provvisorio e conferma che la Slovenia ha davvero uno “squadrone”. Qui il gioco sembra abbastanza chiaro fin dall’inizio: i primi 2 blocchi richiedono tecnica ma sono “accessibili”, il vero passaggio del turno si gioca sul terzo e quarto boulder, nel regno dello strapiombo. Per strappare il biglietto della finale occorre in ogni caso risolvere 3 boulder. Ci riescono la russa Elena Krasovskaia che, con 3 top in 6 tentativi, scavalca la Repusic. Lo stesso fa, confermando che il DNA non è acqua, la statunitense Brooke Raboutou (3 top in 10 tentativi e una zona in più della Repusic). Lotta bene anche l’italiana Giorgia Tesio ma dopo i primi due boulder chiusi in 7 tentativi (6 dei quali sul primo blocco) non riesce a superare lo scoglio degli strapiombi, alias il 3° e 4° boulder. A farlo e bene è l’altra azzurra Laura Rogora che dopo una lotta senza quartiere sul primo blocco (chiuso in 12 tentativi), centrava magnificamente il top del 2° e soprattutto del fatidico 3° boulder al primo tentativo! Senza riuscire poi a venire a capo del 4° e ultimo problema. Del resto nessuna c’era riuscita fino a quel momento. Peccato solo per quei 12 tentativi sul primo boulder: saranno quelli che la escluderanno dalla finale. A scavalcarla per il numero di tentativi sulle zone sono state l’austriaca Eva Maria Hammelmüller, 7° e prima delle escluse dalla finale, ma soprattutto la statunitense Natalia Grossman, l’ultima con il 6° posto a passare in finale con 3 top in 13 tentativi. A proposito di statunitensi e del 4° blocco che sembrava impossibile per tutte, c’è ancora qualcosa da raccontare: la gara della 14enne statunitense Ashima Shiraishi, vincitrice delle qualificazioni con il pieno di top: 4 su 4 boulder. Avevamo scritto del suo talento… Bene, oggi ci è sembrato ancora più grande. Ashima è entrata in campo e ha risolto tutti i quattro boulder (compreso il 4°) al primo tentativo. La gara perfetta e quasi senza battere ciglio. Chiaro che è lei, Ashima Shiraishi, che bisognerà battere domani. Ci tenteranno le altre magnifiche finaliste: la bravissima slovena Vita Lukan, la russa Elena Krasovskaia, la statunitense Brooke Raboutou, l’altra slovena Urska Repusic e ancora una statunitense (la terza) Natalia Grossman. Gran finale, quasi una partita USA contro Slovenia con un terzo incomodo: la Russia. Anche questi sono temi… mondiali!

di Vinicio Stefanello / Planetmountain.com

IFSC WORLD CHAMPIONSHIPS 2015
– Gallery 2015
– Video 2015
– Classifiche 2015